giovedì 3 aprile 2008

235

Una donna orientale entra in Hotel. Ha l'aspetto di una donna semplice. La accompagna un ragazzino vestito da college, silenzioso. La donna parla con il Concierge, che viene da me subito dopo. Mi mostra un vecchio portachiavi dell'Hotel con un numero di camera scritto sopra, e mi spiega. La donna è stata in Hotel anni prima, con il marito, e sono stati in quella stanza. Adesso che il marito è morto e il figlio è cresciuto, la donna vorrebbe rivedere la stanza, e mostrarla al figlio. Così verifico che la stanza sia libera, e mi offro di accompagnarli su. Mentre camminiamo spiego che l'Hotel è stato di recente interamente ristrutturato, e che probabilmente nulla o poco nella stanza corrisponderà a come lo ricorda. La donna non se ne cura, mi sorride, ed entriamo. Accendo la luce, le mostro la stanza. Non è molto grande, è una camera standard con un letto matrimoniale e un piccolo bagno, ma ho la sensazione di averle aperto una porta verso il paradiso. La donna ha gli occhi lucidi. Il figlio, silenzioso, tiene la testa bassa, e non parla. Scambiano alcune parole in una lingua che non conosco, e alla fine la signora mi chiede se può scattare una foto. Scatta la foto velocemente, mi ringrazia, e andiamo via. Camminando lungo il corridoio mi spiega, in un inglese incerto, che si trova spesso a passare da Londra, ma che sta sempre in altri alberghi, pur ricordando questo. A volte passo qui davanti e mi fermo, mi spiega sorridendo, ma non ho mai avuto il coraggio di entrare. Lo fa per il figlio, o per superare la violenza di un ricordo che brucia. Li accompagno al bar, dove si siedono a bere un tè. La signora mi ringrazia, e mi da persino una mancia. Poi mi chiede del Concierge. La accompagno da lui, lo saluta e lo ringrazia, e da una mancia anche a lui.
Abbiamo aiutato il suo ricordo ad emergere. Lo abbiamo ucciso nella normalità di una nuova stanza, di un nuovo Hotel, di altri odori e colori. Siamo stati i suoi complici nella rimozione di un dolore e adesso ci ringrazia.
Sono cose come queste, spesso, a mutare il corso della mia giornata.

3 commenti:

  1. da fratello a fratello "sono fiero di te e ti aprezzo per quello che sei". un abbraccio
    to fre
    david

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  2. Ma che bel racconto...sei bravo sai?!
    ^___^

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  3. Sono persone come te, persone che riescono nonostante tutto ad emozionarsi, che cambiano il corso della giornata di altri... Grazie per tutte le volte che hai cambiato il corso delle mie!!!
    Francy

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