domenica 13 aprile 2008

...ma come fa la gente a non guardare il cielo?


Chiacchiero con Francesco su MSN e iniziamo a parlare dei vecchi tempi. Di Mazara, e delle nostre estati. Dell'importanza di guardare il cielo, il mare, di respirare aria pura. Di una vita fatta di cose semplici.
Mi torna in mente quella che chiamo la mia vita precedente. La mia casa, il mare, gli amici, il vento dalla finestra della camera da letto ad agitare le tende e portare fino a me il rumore delle onde... Quanto tempo è passato? Dov'è quella luce? Quel caldo soffocante, e quella sensazione di avere il mondo fra le mani. Le innumerevoli passeggiate con Richard Parker, le sere con Andrea e Roberta, tantissimo Pastis e quel disco eternamente su...
Ricordavamo quella volta al mare, in un posto difficile da raggiungere, nascosto, arrampicarsi tra gli scogli e tuffarsi felici.
E le cene al Cozzaro, il caffè a Torretta, Pozzitello e i suoi surfisti, l'Approdo dei Saraceni e ballare fino a notte fonda a piedi nudi sulla sabbia. La mia casa in riva al mare, i mondiali in tv e la folla in piazza, zio Tanino, Ciolla, Profitterol...

2 commenti:

  1. Diego Diego....leggendo il post sono tornata con la mente e soprattutto con il cuore a Mazara...mamma mia che sensazione! Ogni volta che ripenso a quei posti quasi mi commuovo, non mi era mai capitato di trovarmi così bene in una città che non fosse Roma, non mi era mai capitato di star fuori più di venti giorni senza sentire la mancanza di casa mia, delle mie abitudini. Ne abbiamo parlato tante volte, ma ogni volta mi sembra la prima, ho sempre molte cose da dire, tanto entusiasmo....forse perchè è vero che le emozioni a volte non si possono spiegare. Anche se ci ho passato solo un'estate sento quel posto un po' mio e ricordo ogni angolo di quella città (forse perchè per due mesi mi sono persa in continuazione)... il Cozzaro, il gelato di Ciolla (tappa obbligata ogni sera), Pozzitello e il tuo amico con il kite, l'Approdo dei Saraceni, il cielo visto da lì....sdraiati sulla sabbia umida con il naso in su...come si fa a dimenticarlo? Come si fa a dimenticare zio Tanino (che più di una volta mi ha rischiato di farmi prendere un infarto sbucando dal nulla)e tutte le altre splendide persone che hanno reso quell'esperienza unica? Semplicemente NON SI PUO'. Grazie per avermi fatto rivivere con le tue parole l'estate più bella della mia vita e soprattutto grazie per aver contribuito, quando ero lì, a renderla così speciale. Un abbraccio,
    Francy

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  2. Credo che Mazara sia un posto magico perchè, anche se a vederla da lontano sembra una landa desolata, un posto dimenticato da Dio, a quanto pare, tutti quelli che sono stati li la ricordano con nostalgia...
    Anche io, come la ragazza del commento precedente, leggendo le tue parole mi sono commossa...mi sono riaffioranti in mente quei giorni estivi passati li con te a divertirsi tutto il giorno coccolati dal calore del sole, rinfrescati dallo splendido mare che circonda Mazara, sempre un po brilli (di felicità o di alcolici). E' una magia di sensi: la sabbia sotto i piedi, il profumo del mare che riempie la testa, il cuore sempre accellerato per le mille emozioni, il fisico distrutto dalle notti brave, le carezze, sul corpo accaldato, dell'aria fresca che entrava dalla finestrella socchiusa sopra il lettone, la tranquillità che si raggiungeva sdraiato sotto il sole con Rica vicino e la musica che arrivava da dentro la casa....

    Non smetterei più di scrivere. Ho scolpito quei momenti nei miei pensieri e nel mio cuore. E ti devo dare ragione su una cosa...non avevamo niente ma avevamo il mondo tra le mani. Si viveva di piccole cose e non era male, non era sbagliato....

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