martedì 1 aprile 2008

Camden shopping


Amo questa citta'. Amo prendere un caffè nel Caffe' Nero di Camden Town aspettando Valeria che, incredibile ma vero, ritarda. Amerò il girovagare per il mercato, folle ricettacolo di stranezze, ridere per la nostra incapacita' di trattenerci nelle spese, per quella meravigliosa capacita' di Valeria di eccitarsi per gli oggetti più disparati. Ancora una volta riuscirò a cancellare una tristezza, un dolore; riuscirò ad allentare un po' la morsa del pianto che mi ha preso un attimo fa. A volte penso che ho sbagliato tutto. Che fuggire non basta. Che bisognerebbe farlo nudi, vuoti, bruciare dietro di se' tutto: gli oggetti, la musica (la musica!), i libri, i vestiti, gli anelli, perfino le penne, le matite, gli apribottiglie, le marche di moda, le strade, le macchine. Non ho speranze. Non si può bruciare un ricordo o combatterlo. Non si può dare un nuovo senso ad ogni attimo della propria vita. Si deve accettare, convivere, usare come scudo, aggiungere al bagaglio e andare avanti. A testa alta. Con passi lunghi e distesi. Grazie Andrea per quella notte d'estate, per tutte quelle notti d'estate, e per questa frase che ritorna adesso. Passi lunghi e distesi. Sguardo dritto e passi lunghi e distesi. Ci sto provando amico mio, ci sto provando. Sarai fiero di me.

1 commento:

  1. Io lo sono sempre!!!!! ^____^
    Vorrei che aspettassi me davanti al caffè...mi manchi

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