martedì 25 agosto 2009
Buon viaggio
Due anni. Ci pensi, fai due conti e dici: sì, esattamente due anni fa...
Esattamente due anni fa. O quasi. Esattamente due anni e qualche giorno fa ho iniziato IL viaggio.
Due anni, e qualche giorno. Fu allora che iniziò il viaggio. Fisicamente, s'intende, che di fatto nella mia mente l'idea del viaggio cresceva, prendeva forma, maturava ormai da troppo tempo. Il desiderio si era trasformato in voglia, e in speranza, poi in progetto, e alla fine in programma, azione, giù giù fino a diventare realtà. Ecco, realtà. Il 23 Agosto 2007 il sogno era diventato realtà. Il sogno figlio dell'incubo, reazione (e perciò uguale e contraria) a quella spirale negativa in cui era finito il sogno precedente. In fondo, vista da qui, la vita sembra proprio un alternarsi di sogni che si trasformano in incubi soffocanti che si sciolgono in sogni stupendi in un'alternanza che fa pensare a Dio, o alle tragedie greche, che di Dio sono una filiazione diretta e un'immagine. Il 23 Agosto di due anni fa salii su un aereo che mi portava via, e che mi portava verso. I due movimenti, allontanamento e avvicinamento, insieme, esplosero in felicità. La foto che ho scelto ne è la prova. Stremato, alla fine delle forze della mia vita precedente, ma giovanissimo nella mia nuova avventura, sorridevo, alla Stazione di Parma, ai miei salvatori, complici e, cosa più importante, amici. A loro devo buona parte delle forze trovate per spiccare il volo, ad una telefonata che rimarrà famosa nella mia storia, e a dei giorni che ci hanno legato per sempre, definitivamente. Poi, il salto. Londra, il lavoro, nuovi amici, il turbinìo violento di facce, nomi, luoghi, lingue ed emozioni. L'euforia e la paura che hanno convissuto nella mia mente per giorni, mesi. La voglia di tornare indietro a un luogo che era un ricordo, e il richiamo del sogno precedente forte come un miraggio, o un canto.
Due anni sono passati. Due anni di viaggio che non finisce, passati a capire che il viaggio non è in avanti nè all'indietro ma, come il sogno, segue traiettorie impossibili, indecifrabili, mai uguali e per questo perfette.
Fra qualche giorno David andrà via da Londra. Altro viaggio, e altro sogno, e altre traiettorie. Non festeggeremo insieme il mio secondo anniversario, e mi dispiace. Una strana coincidenza ma, forse, per niente una coincidenza. Un altro sogno via da un altro incubo, e altre traiettorie e nuove vie, ancora e ancora in un rincorrersi di coincidenze.
"Quindi lei non crede alle numerologie di nessun tipo" disse deluso Diotallevi.
"Io? Ci credo fermamente, credo che l'universo sia un concerto mirabile di corrispondenze numeriche, e che la lettura del numero, e la sua interpretazione simbolica, siano una via di conoscenza privilegiata. [...] È la logica della ricerca e della scoperta che è perversa, perchè è la logica della scienza. La logica della sapienza non ha bisogno di scoperte, perchè già sa. Perchè si deve dimostrare ciò che non potrebbe essere altrimenti?"
venerdì 21 agosto 2009
Rassegnatevi!
L'ho detto e ridetto, che ce ne fosse bisogno o no, ripetuto e persino tradotto in un paio di lingue (incluso il sardo, ca va sans dire!): sono pigro. Spesso più che pigro sono piuttosto svogliato, o meglio ancora incostante. E vanesio, che è un termine dannunziano ma rende l'idea. Così al terzo commento positivo di ammirazione dei miei scritti il vanesio ha vinto sul pigro ed eccomi qua.
Sul divano, dopo il caffè, in pigiama e con nessuna colonna sonora di sottofondo. Già, nessuna. Che se non fossi schizoide anche durante la notte mi sveglierei come molti canticchiando un motivetto qualunque e al massimo mi verrebbe voglia di sentire quel pezzo che non sento da un po'. Invece passo tutta la notte a ricantarmi il concertato del primo atto de L'italiana in Algeri, salvo poi sognare all'alba di spingere un carrello da supermercato su e giù per certi vicoli maleodoranti che presto si trasformano in cunicoli bui e strettissimi, il tutto ascoltando Porta Portese (la versione originale, col tipo che alla fine dice : "A raga' ch'hai fatto? Ma 'sti calzoni li voi o nun li voi?" e Baglioni che fa gli stornelli con la voce nasale). Sarà che ancora soffro un po' dopo aver lavorato per sette notti di seguito...
Insomma ariecchime, e sarà la quarta o la quinta volta. Se continuo, seguitemi. Se indietreggio ... be', perdonatemi! O no?
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