lunedì 26 maggio 2008

estate

...ma fa caldo, e il cane dorme disteso all'ombra, boccheggiante... la sera si esce come sempre, girare per la città, cenare con vino bianco ghiacciato, gli amici di sempre, storie vecchissime e nuove... le facce, i sorrisi, gli odori, le parole, scappare al più presto da questo sogno e rientrare nella realtà, prima che tutto sembri troppo bello, e persino possibile, e giusto, inevitabile magari...
...e poi vedere come nulla cambi mai, e sentire ancora quella distanza, forte, sempre più forte, disagio quasi. Incontrare un sogno poche volte e sentire complicità forte, e la voglia di tenersi, e quegli stralci di passato che ritornano, risaccano, colpiscono, non darsi il tempo per pensare e fare finta che tutto possa scorrere veloce intorno.
...in macchina a parlare fino a tardi, fumando, ridendo, le lacrime agli occhi per un ricordo che è presente vivo e insieme memoria di gruppo. Grazie.
Fra qualche giorno andrò a chiudere un conto, e sarà lieve sentire il distacco, la distanza, e forte il desiderio e la nostalgia. Volerò via pensando di non tornare mai più, e di non potermene mai andare ... arrivederci ...

lunedì 19 maggio 2008

In breve

Lunedì, 09.27, appena sveglio ma ancora sognante. Ho trascurato un po' il blog ma ho avuto dei buoni motivi. È stata qui mia mamma, ed è stato bellissimo passeggiare per Camden e vederla felice. Mia nipote cresce bella e amata. La primavera è passata da Londra per una settimana illudendoci ed è andata via. Il tempo di godere di alcune serate appena fresche e di una domenica degna di memoria passata ad arrostire salsicce siciliane, bere vino, e infervorarsi su una rivoluzione impossibile. Amo i miei amici.
Fra qualche giorno sarò a Palermo, e fra qualche ora Andrea sarà qui. Passeremo tre giorni insieme e questo mi rende felice. A Palermo mi aspettano giorni caldi, e il matrimonio sarà emozione che scorre veloce.
Ieri pomeriggio mi sono sentito vivo un'altra volta, dopo tanto tempo. Non vedo l'ora di essere lì.

giovedì 8 maggio 2008

domenica 4 maggio 2008

Dovunque voi siate


Aurore mi ha detto che Giovanni è morto. Non importa chi è Aurore, e in fondo nemmeno chi fosse Giovanni. Non qui, e non in questo momento.

Giovanni era un ragazzo, e questo basta. Un ragazzo che avevo incrociato anni fa, per qualche mese. Avevamo parlato, riso, scherzato. Mi ricordo di noi a bere birra e fumare in una stanza senza finestre dove dipingeva quadri, e scenografie. Mi ricordo dei suoi quadri, della sua barba e del suo sorriso. La parola d’ordine, quell’estate, era “Birra!”, gridata al bar, la sera, in discoteca, nella hall dell’albergo, nei corridoi...

È morto.

Non era mio amico, e non ci siamo mai più visti dopo quell’estate, ma la sua morte mi fa pensare ad altre morti, e le morti mi ricordano il mio fragile destino. Mi ricordano quanto leggera sia la mia vita, e quanto ho sofferto nel vedere scomparire facce, figure, persone, pezzi di me...

Ho pensato a Cesare, e a quella partita di calcetto improvvisata che giocammo pochi giorni prima che io partissi per l’Australia e cambiassi la mia vita. Alla notte di Natale in cui con Marco, Alice e Giovanni ci fermammo a parlare fino all’alba. Io fumavo sigari toscani, e fu l’ultima volta che lo vidi. All’istante esatto in cui a mio padre si fermò il respiro, e alla sua faccia. A quella notte in un parcheggio di ospedale ad aspettare che fosse troppo tardi, e a quella mattina in cui inaspettati mi vennero a prendere a scuola gli zii.

Non posso fermare la morte, ma non riesco ad ignorarla. Non riesco a viverla. Non voglio. Non posso piangere un amico scomparso, ma ho acceso una candela per lui. Non credo stia vivendo una vita migliore e non ho idea di dove sia. So solo che se n’è andato, lui come gli altri, e che magari avevano ancora qualcosa da fare, e qualche parola da dire. Buon viaggio...